In ricordo del prof. Bruno Londero

“Un lungo applauso ha salutato il prof. Bruno Londero nella Chiesa del Carmine gremita di gente. L’applauso affettuoso è seguito al ritratto, tracciato dal prof. Gianfranco Scialino, dello studioso con una carriera di docente, divenuto poi addetto alla cultura del Ministero degli Esteri, fondatore di riviste e soprattutto “padre” degli indirizzi pedagogico e linguistico dell’Istituto Magistrale Percoto”. Così inizia l’articolo di Giacomina Pellizzari, pubblicato sul “Messaggero Veneto” del 3 agosto.
londeroDopo la laurea in Lettere Classiche a Trieste Bruno Londero è stato per più di dieci anni brillante e stimatissimo insegnante di lingua e letteratura italiana e latina al Liceo “J. Stellini” di Udine; in seguito è divenuto Addetto Culturale, Direttore dell’Istituto di Cultura Italiana sia in Europa che in America Latina. Docente universitario di grammatica e linguistica italiana a Barcellona é infine approdato alla presidenza dell’Istituto Magistrale di Udine “C. Percoto”.
Nel corso della sua lunga ed operosa vita ha trasfuso la sua vasta e solidissima cultura in articoli e saggi di notevole impo rtanza per la conoscenza dell’amministrazione scolastica e per l’analisi di alcuni momenti e snodi fondamentali della storia udinese, fr iul ana e italiana; fondatore di una rivista promotrice della conoscenza e valorizzazione della lingua italiana in Argentina, ha contr ibu ito alla nascita di un’importante rivista di studi italiani a Vienna: “Italianische Studien”, tutt’oggi attiva e prestigiosa.
Nell’ UTE “P. Naliato”, di cui è stato uno dei fondatori, non solo ha insegnato per lunghi anni lingua e letteratura italian a in corsi frequentati da una vasta e appassionata platea di affezionati discenti, ma ha costruito tutta una serie di feconde sinergie con le principali associazioni ed istituzioni culturali cittadine: grazie a lui per molto tempo l’ UTE “Naliato” ha ospitato gli incontri ed i corsi della “Società Italiana dei Francesisti” e della “Dante Alighieri”, associazione quest’ultima di cui è stato, dal 1993 al 2005, Pre sid ente e infaticabile organizzatore di cicli di conferenze e di attività di aggiornamento, redigendo, promuovendo, curando la stampa, per conto della benemerita Fondazione CRUP, di pregevoli monografie e saggi di argomento storico – letterario e artistico. Non possiamo infi ne dimenticare il suo fondamentale contributo all’ Accademia Udinese di Scienze, Lettere ed Arti, prima come membro e poi come Presidente, e la preziosa opera di estensore di articoli e saggi per la nota rivista friulana di cultura “La Panarie”.
Ho avuto l’onore e il piacere di partecipare, parecchi anni fa, assieme a lui e ad altri insegnanti dell’Istituto Magistr ale “C. Percoto”, ad un incontro con il dr. Paolo Naliato, allora giovane geriatra, che in quell’occasione enunciò la sua singolare e sugg est iva terapia anti – invecchiamento. Egli affermò che per rallentare il decadimento psicofisico dell’anziano occorreva condurre una vita sobria sul piano alimentare e attiva su quello fisico, ma anche e soprattutto potenziare la mente mediante attività di studio e di labor ato rio; era dunque necessario – soggiunse – creare anche in Italia, a Udine in primis, sull’esempio di altri paesi europei ed extra europei , una università per anziani che si potesse avvalere dell’insegnamento di docenti esperti e motivati, disposti a fornire volontaria men te e gratuitamente il proprio sapere teorico e pratico a persone della terza età.
L’Istituto Magistrale “C. Percoto”, di cui il prof. Londero era allora Preside, fu non a caso la prima sede dei corsi della neonata UTE “Naliato” di Udine: presso questa scuola udinese presero il via i corsi di discipline letterarie, artistiche e di laborat ori o tenuti da illustri docenti dell’Università di Udine, da appassionati insegnanti delle scuole cittadine e da numerosi esperti e professi oni sti di Udine e dintorni.
Egli fu, sin dall’inizio, l’infaticabile promotore, animatore e coordinatore di ogni sorta di iniziativa culturale dell’UTE : a lui, al suo occhio acuto di uomo di cultura, di esperto didatta e di valoroso dirigente scolastico si devono soprattutto la scelta e il c ons olidamento di un corpo docente professionalmente preparato e motivato, pienamente consapevole della funzione non solo formativa e inf ormativa ma anche socializzante della UTE “Paolo Naliato”. Molti degli insegnanti entrati a far parte della nostra Università s ono il frutto di indicazioni e scelte compiute principalmente da lui, indiscutibile e autorevole garante della qualità professionale de i docenti.
Quello di coordinatore didattico dell’UTE è stato un ruolo che ha saputo svolgere con straordinaria competenza e saggezza , con uno stile esemplare, inimitabile, suggerendo agli insegnanti provenienti non solo dal mondo della scuola ma anche da quello d ell e professioni, le migliori scelte didattiche da utilizzare, il tipo di programma da svolgere, le coordinate metodologiche di c ui tener conto per operare al meglio in una Università in cui il sapere deve essere trasmesso in modo interessante e coinvolgente a pers one in possesso di basi culturali e di esperienze profondamente diverse.
Grazie soprattutto a uomini come lui la “Naliato” si è profondamente trasformata dal 1982 ad oggi: quella che in origine era una grande famiglia è progressivamente divenuta una complessa struttura formativa, con aree disciplinari sempre più vaste e inner vat e da innumerevoli e specifici corsi.
Il 30 luglio 2016 il prof. Bruno Londero si è congedato per sempre da noi.
Non vedremo più aleggiare il suo sorriso, ironico e nel contempo affettuoso, non ci potremo più avvalere della sua competenz a, del suo far cultura in modo sobrio e penetrante. Sono certo però che nelle nostri menti e nei nostri cuori non scomparirà la tra ccia di quanto ci ha detto e dato con piglio sicuro, con elegante e limpido linguaggio. Resterà vivo in noi il ricordo della sua capa cit à di presentare opere e autori in modo suggestivo e penetrante, della sua meditata ed a volte affilata capacità di analisi e di giudi zio .
Questo maestro di vita e di cultura ha saputo donarci a piene mani sapere e modelli di comportamento che, se non riceveremo p iù in presa diretta, affioreranno in noi sotto forma di reminiscenza, inducendo a chiederci di quando in quando: “Lui, in questa si tuazione, cosa avrebbe fatto? detto? pensato?”….
Sono le domande che continuiamo a rivolgere a tutte le persone sagge e care che ci hanno preceduto Lassù, frutto di quella “corrispondenza di amorosi sensi” che Bruno Londero ci ha dimostrato esistere soprattutto nella scuola, anzi in virtù della s cuo la, e che soprattutto all’ UTE ci ha insegnato consistere nello scambio reciproco di cultura e di esperienze di vita.

Carlo Enrico Tincani