tra il 2 e il 5 dicembre un gruppo di 10 discenti più due accompagnatori si è recato per una mobilità di apprendimento presso l’Università della Terza Età di Lubljana seguendo un programma formativo specificamente predisposto dallo staff di quella Università.
Alenka è la referente per i progetti di scambio e mobilità dell’Università della terza età di Lubiana.












Testimonianza di Diego Navarria a conclusione dell’esperienza di mobilità.
Care organizzatrici e care studentesse UTE,
il nostro Erasmus a Lubiana è stato per me un’esperienza davvero positiva. Sono partito con una certa titubanza, sia perché ero influenzato dallo stereotipo (UTE = passatempo per anziani), sia per essere casualmente l’unico maschio dei 12 partecipanti.
Al termine dell’esperienza posso invece affermare di aver raggiunto, a livello personale, degli importanti obiettivi che sono anche quelli del progetto e su cui ci siamo già espressi assieme al momento della valutazione.
Desidero evidenziare in particolare le riuscite attività di condivisione con le classi di studenti sloveni che studiano lingua italiana, l’approfondimento della conoscenza della storia e della cultura del luogo mediante gli itinerari (sia quelli organizzati sia quelli in autonomia) di visita della città di Lubiana e l’obiettivo generale di rafforzamento della cittadinanza europea.
Su quest’ultimo punto ho avuto piacere che la mia relazione “Il Patriarcato di Aquileia – una storia nascosta”, nel ripercorrere la storia del Patriarcato di Aquileia e le profonde radici comuni del Friuli e della Slovenia, abbia rimarcato proprio il valore delle differenze linguistiche e culturali, da vedere come ricchezza comune e non come elemento di divisione. Ne ho avuto consapevolezza sia dai partecipanti sloveni (ad esempio la sera stessa uno studente mi ha scritto due mail per inviarmi documenti antichi e domande), sia dalle partecipanti friulane. Qualcuna di voi mi ha detto di aver riscoperto la “braùre” l’orgoglio di essere friulana. Per me è molto.
Devo citare anche la sistemazione nell’ottimo hotel e le cene tipicamente slovene. Ma credo che sia importante soprattutto sottolineare che questa esperienza sia davvero riuscita a rimuovere da me quello stereotipo negativo sull’attività delle UTE. Ho potuto infatti toccare con mano il desiderio di conoscenza e la grande volontà di apprendimento degli studenti di età matura, molto spesso con motivazioni più forti degli studenti di età giovanile.
Tutto questo è stato possibile grazie a tutte voi. Il gruppo è stato molto collaborativo, aperto, rispettoso, perché formato da persone ricche di esperienza e molto motivate. Posso affermare che i contenuti dell’Erasmus siano stati ampiamente raggiunti sia per l’organizzazione eccellente, sia proprio per i componenti del gruppo che hanno stabilito relazioni interpersonali efficaci.
Sintesi finale: “Mi soi cjatât une vore ben!” E trovarsi bene nel gruppo è il prerequisito necessario per ogni altro obiettivo.
Un grande grazie a tutte.
Mandi.
Diego