Disseminazione
Articolo di Diego Navarria pubblicato sul bollettino “La Piazzetta dell’UTE” n. 93 di dicembre 2025.
Carissimi soci,
eccoci arrivati alla conclusione della prima parte dell’anno accademico, e con il Natale alle porte: quest’anno più che mai i nostri auguri sono di pace, serenità, benevolenza, amore per il prossimo, salute, a tutti voi e alle vostre famiglie.
Facendo un breve riassunto di quanto è successo dall’inizio dell’anno, dobbiamo necessariamente parlare di Erasmus. Siamo finalmente partiti con ben tre mobilità: il Job Shadowing a Malta dedicato allo staff, che ha previsto la frequenza di corsi intensivi di lingua inglese; la mobilità a Palma di Maiorca, a cui hanno aderito una ventina di partecipanti accompagnati dalle nostre docenti maderlingua spagnola Claudia Cabrera e Paula Pelizzaro; la mobilità a Lubjana, più green rispetto alle altre perché ci si è arrivati in treno (e la componente ecologica è un requisito
preferenziale da parte dell’Europa), dedicata a dodici discenti accompagnati dalla nostra Presidente Maria Letizia Burtulo e dalla collaboratrice Rosalba Perini. Pur avendo caratteristiche differenti, tutte tre le mobilità sono state apprezzatissime sia in termini di qualità delle attività frequentate in collaborazione con le UTE locali sia per l’affiatamento che si è creato tra i partecipanti che, ricordiamo, provengono dalle diverse UTE consorziate con la Naliato. Riportiamo integralmente l’email pervenutaci da Diego Navarria, un partecipante, che riassume in pieno lo spirito e il fine dell’Erasmus dedicato agli adulti:
L’Erasmus che si è svolto a Lubiana dal 2 al 5 dicembre 2025 è stato per me un’esperienza davvero positiva. Sono partito con una certa titubanza, sia perché ero influenzato dallo stereotipo (UTE = passatempo per anziani), sia per essere casualmente l’unico maschio dei 12 partecipanti. Al termine dell’esperienza posso invece affermare di aver raggiunto, a livello personale, degli importanti obiettivi che sono anche quelli del progetto e su cui mi sono già espresso assieme al gruppo al momento della valutazione finale. Desidero evidenziare in particolare le riuscite attività di condivisione con le classi di studenti sloveni che studiano lingua italiana, mediante la partecipazione alle loro lezioni, interagendo in modo attivo. Molto arricchente è stato poi l’approfondimento della conoscenza della storia e della cultura del luogo mediante gli itinerari (sia quelli organizzati sia quelli in autonomia) di visita della città di Lubiana. Infine ritengo che sia stato raggiunto l’obiettivo generale di rafforzamento della cittadinanza europea. Su quest’ultimo punto ho avuto piacere che la mia relazione “Il Patriarcato di Aquileia – una storia nascosta”, nel ripercorrere la storia del Patriarcato di Aquileia e le profonde radici comuni del Friuli e della Slovenia, abbia rimarcato il valore delle differenze, da vedere come ricchezza comune e non come elemento di divisione. Ne ho avuto prova di consapevolezza sia da parte dei partecipanti sloveni (la sera stessa uno studente mi ha scritto due email per inviarmi documenti antichi e domande), sia dalle partecipanti friulane. Più di qualcuna mi ha infatti confidato di aver riscoperto la “braùre” l’orgoglio di essere friulana ma senza contrapposizione nei confronti delle altre lingue regionali. Va citata anche la sistemazione nell’ottimo hotel e le cene tipicamente slovene. Ma credo che sia importante soprattutto sottolineare che questa esperienza sia davvero riuscita a rimuovere da me quello stereotipo negativo sull’attività delle UTE. Ho potuto infatti toccare con mano il desiderio di conoscenza e la grande volontà di apprendimento degli studenti di età matura, spesso con motivazioni
più forti degli studenti di età giovanile. Tutto questo è stato possibile grazie ad gruppo di partecipanti molto collaborativo, aperto, rispettoso, perché formato da persone ricche di esperienza e molto motivate. Posso affermare che i contenuti dell’Erasmus siano stati ampiamente raggiunti sia per l’organizzazione eccellente, sia proprio per i componenti del gruppo che hanno stabilito relazioni interpersonali efficaci. Sintesi finale: “Mi soi cjatât une vore ben!” E trovarsi bene nel gruppo è il prerequisito necessario per ogni altro obiettivo. Di tutto sono molto grato all’UTE di Codroipo e di Udine, che mi hanno permesso di partecipare come studente e per la fiducia accordatami come relatore